La Coalizione italiana stop all’uso dei bambini soldato nasce come ramo italiano della Coalition to Stop Child Soldiers, divenuta ora una ONG autonoma col nome di Child Soldiers International. Come parte della Coalizione internazionale, la Coalizione italiana ha lavorato per sostenere l’impegno della Commissione ONU per i Diritti Umani incaricata della stesura di un Protocollo Opzionale alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che portasse l’età minima per il reclutamento e la partecipazione, anche volontaria, ai conflitti armati dai 15 anni, previsti  nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a 18 anni. Accanto a questa azione condotta a livello internazionale, la Coalizione chiedeva al Governo italiano di proibire la partecipazione di minori di 18 anni alle operazioni militari del nostro paese.
Il protocollo opzionale è stato approvato nel 2000 dalle Nazioni Unite e ratificato in Italia nel 2002, e da quel momento la Coalizione ha avuto come obiettivo la sua implementazione effettiva.
Nel corso degli ultimi anni, la Coalizione Italiana Stop all’uso dei bambini soldato ha concentrato la propria azione sulle attività di informazione e sensibilizzazione, rappresentando uno spazio di coordinamento tra le associazioni che ne fanno parte e che hanno a cuore la fine del fenomeno dei bambini soldato. Tra le iniziative degli ultimi anni, ricordiamo l’organizzazione del Red Hand day in Italia il 12 febbraio 2010, un evento che si tiene ogni anno da più di dieci anni per fermare l’uso dei bambini soldato; e la mostra itinerante “Io alla guerra non ci gioco!” tenutasi in diverse città italiane nel 2011.

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