Da oggi sono 52 i Paesi del mondo che hanno ratificato il testo di Trattato sugli armamenti, adottato in sede ONU ad Aprile 2013 e già sottoscritto da 121 Stati (lo spazio per ulteriori ratifiche è quindi ampio). Con il deposito ufficiale di sette nuovi aderenti (Argentina, Bosnia, Bahamas, Repubblica ceca, Senegal Uruguay, Saint Lucia e Portogallo) si è quindi superato il limite minimo per l’entrata in vigore, fissato a 50. Parte quindi da oggi un periodo transitorio che porterà proprio nel giorno di Natale ad una legge internazionale vincolante per tutti i Paesi che avranno completato il processo di ratifica. Un bel regalo per chiunque in tutto il mondo creda nella necessità di controllare strettamente i percorsi delle armi in giro per il mondo.

Già cinque dei primi dieci esportatori mondiali di armi – Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito – hanno ratificato l’ATT, mentre gli Stati Uniti (paese chiave anche in questo ambito) hanno finora solo firmato il testo. Ad oggi permane invece una resistenza alla ratifica da parte di altri grandi produttori di armi come la Cina, il Canada, Israele e la Russia. Leggi l’articolo

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