
Il Consiglio dell’Unione Europea nel dicembre 2003 ha formulato gli “Orientamenti dell’Unione Europea sui bambini e i conflitti armati”.
Sulla base di tale documento, l’UE ha dichiarato che la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sono una priorità per gli Stati membri ed in tale ambito è di “capitale importanza” affrontare la questione dei bambini ed i conflitti armati.
L’UE si è quindi impegnata a “esaminare l’impatto a breve, medio e lungo termine dei conflitti armati sui bambini in modo efficace e completo” con l’obiettivo di “indurre i Paesi terzi e gli attori non statali ad applicare le norme e gli standard internazionali in materia di diritti umaniper e il diritto umanitario internazionale, nonché gli strumenti legislativi internazionali e regionali in materia di diritti umani”.
Al fine di esaminare l’impatto dei conflitti sull’infanzia e l’adolescenza, i capi missione delle operazioni militari e civili ed i rappresentanti speciali dell’UE, nelle loro relazioni periodiche, dovranno prendere in considerazione e segnalare eventuali “violazioni e abusi perpetrati nei confronti di minori , reclutamento e impiego di bambini da parte di eserciti e gruppi armati, uccisione e menomazione di bambini, attacchi contro scuole e ospedali, blocco dell’accesso umanitario, violenze sessuali e di genere su minori, sequestro di minori”.
In base a queste informazioni, il Gruppo “Diritti Umani” (COHOM) del Consiglio identificherà le situazioni che richiedono interventi dell’UE, che potranno concretizzarsi in: il dialogo politico, pubbliche dichiarazioni al fine di sollecitare i paesi terzi ad adottare efficaci misure di protezione nei confronti dei bambini, il finanziamento di progetti volti in particolare al disarmo alla smobilitazione e reintegrazione (DDR) dei bambini soldato ed una specifica attenzione alle esigenze dei minori durante il processo di pianificazione delle crisi umanitarie.