Home page > Bambini e bambine soldato > Le cause > Le cause

Le cause


Anche nella storia passata i ragazzi sono stati usati come soldati, ma negli ultimi anni questo fenomeno è in netto aumento perché è cambiata la natura della guerra.
Non si assiste più alla contrapposizione armata tra Stati, ma all’esplosione di crisi interne in cui gruppi politici, fazioni, gruppi religiosi o etnici si misurano tra loro.
In questi contesti i ragazzi ed anche i bambini diventano importanti:
imparano presto ad usare le armi che sono leggere, automatiche e costano relativamente poco - oggi un bambino di 10 anni può utilizzare un AK-47 come un adulto;
si fanno indottrinare con maggiore facilità, ubbidiscono agli ordini più docilmente di un soldato adulto, si ribellano meno anche di fronte ad azioni impegnative o pericolose come passare attraverso un campo minato o intrufolarsi nei territori nemici come spie.

I soldati "di carriera" in queste guerre lunghe dopo qualche tempo scarseggiano, muoiono in battaglia, vengono fatti prigionieri e comunque pretendono alte paghe; i bambini non vengono pagati, vengono allettati o costretti alla guerra e se muoiono, per loro si trova più facilmente il ricambio.

Si dice che alcuni ragazzi aderiscano come volontari.
In questo caso le cause possono essere diverse: per lo più lo fanno per sopravvivere, perché c’è di mezzo la fame o il bisogno di protezione.
Nella Repubblica Democratica del Congo, per esempio, nel ’97 da 4.000 a 5.000 adolescenti hanno aderito all’invito, fatto attraverso la radio, di arruolarsi: erano per la maggior parte "ragazzi della strada".

In alcuni casi ciò che spinge i ragazzi ad arruolarsi è il desiderio di ritrovare un’identità o la volontà di rivalsa. Il desiderio di vendetta li spinge ad imbracciare un fucile o un machete per scaricare il dolore nella violenza quando – fatto ricorrente in guerre etniche - hanno visto i propri genitori o parenti subire violenze da parte del gruppo opposto.

<< indietro