
A partire dalla Conferenza mondiale per i bambini, nel 1990, le Nazioni Unite hanno sempre più cercato di attirare l’attenzione della Comunità internazionale sulla difficile e terribile situazione dei bambini coinvolti nei conflitti armati.
Nel 1993, facendo seguito ad una raccomandazione dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 48/157 del 20 dicembre 1993, in cui si suggeriva al Segretario Generale delle Nazioni Unite di nominare un esperto indipendente per studiare l’impatto dei conflitti armati sui bambini.
Graça Machel, ex ministro dell’educazione del Mozambico, dopo esser stata nominata esperto del Segretario Generale delle Nazioni Unite, è stata incaricata di intraprendere tale studio con il supporto speciale di UNICEF, UNHCR e OHCHR.
Nel 1996, dopo due anni di intensa attività di ricerca, con consultazioni e missioni sul campo, Graça Machel ha presentato il suo Rapporto, intitolato “L’impatto dei conflitti armati sui bambini” all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la 51esima sessione.
Facendo seguito alle raccomandazioni contenute nel Rapporto Machel, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 51/77, in cui ha invitato il Segretario Generale a nominare un Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati.
Nel settembre 1997, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha nominato Olara Otunnu come suo Rappresentante Speciale per i bambini e i conflitti armati, sottolineando l’esigenza urgente di una voce autorevole che parlasse a nome dei bambini i cui diritti sono stati e vengono continuamente violati in situazioni di conflitto armato.
A partire dal 1999, anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha iniziato ad occuparsi del coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati in quanto questione strettamente connessa alla pace ed alla sicurezza internazionale, materie oggetto del suo mandato.
In particolare, ha formulato una serie di Risoluzioni in proposito:
Risoluzione 1261/1999 in cui ha espresso grave preoccupazione per l’impatto dei conflitti armati sui bambini ed ha auspicato che vengano adottate misure efficaci per la protezione dei bambini, e soprattutto delle bambine, sia durante i conflitti sia in fase di negoziazione degli accordi di pace. Ha richiesto che il Segretario Generale presenti un rapporto annuale di monitoraggio sull’attuazione delle indicazioni contenute in questa Risoluzione.
Risoluzione 1314/2000 ha richiamato gli Stati al rispetto degli standard internazionali ed espresso grave preoccupazione per la correlazione esistente tra il traffico illecito di armi leggere e di risorse naturali e le drammatiche conseguenze che i bambini subiscono a causa del perdurare dei conflitti. Ha chiesto nuovamente che venga presa in debita considerazione la specificità della condizione delle bambine coinvolte nei conflitti armati ed ha proposto di includere nello staff di peace keeping dei Child protection advisors, con il compito di garantire il rispetto dei diritti di bambini, bambine e adolescenti coinvolti nei conflitti.
Risoluzione 1379/2001 ha suggerito che negli accordi di pace siano inclusi riferimenti ai programmi di smobilitazione, riabilitazione e reintegrazione dei bambini soldato ed ha disincentivato i soggetti coinvolti in traffici illeciti di armi e risorse naturali a continuare a commerciare con parti in conflitto che utilizzano bambini soldato. Ha avanzato specifiche richieste alle agenzie delle Nazioni Unite, alle Istituzioni Finanziarie Internazionali ed alle organizzazioni che operano a livello regionale, nonché al Rappresentante Speciale sui bambini e i conflitti armati. A quest’ultimo ha, in particolare, richiesto di includere nel suo Rapporto annuale una “lista nera” di Stati all’interno dei quali esistono eserciti, regolari e non, che utilizzano bambini come soldati.
Risoluzione 1460/2003 ha fatto esplicito riferimento alla “lista nera” contenuta nel Rapporto annuale del Rappresentante Speciale invitando i soggetti coinvolti a cessare quei comportamenti che costituiscono grave violazione degli standard internazionali ed ha richiesto al Segretario Generale di segnalare nel suo Rapporto annuale eventuali progressi in tal senso, nonché casi di buone prassi in riferimento ai programmi di disarmo, smobilitazione e reintegrazione dei bambini soldato.
Risoluzione 1539/2004 in cui ha espresso la sua forte preoccupazione per il fatto che non sono stati compiuti progressi nel contrastare l’impunità di coloro che violano il diritto internazionale commettendo gravi crimini, come l’arruolamento e l’utilizzo di bambini soldato; ha invitato gli Stati a considerare il ruolo fondamentale dell’educazione nei Paesi in conflitto come strumento di protezione in grado di impedire il reclutamento, o il ri-reclutamento, di bambini e bambine ed ha manifestato la sua preoccupazione per tutti i casi di sfruttamento sessuale e abuso nei confronti di bambine e ragazze, perpetrati anche da parte di operatori umanitari e peace keepers. Ha invitato il Segretario a predisporre un piano per l’adozione di un meccanismo di monitoraggio e controllo rispetto alla violazione dei diritti dei bambini coinvolti nei conflitti armati.
Risoluzione 1612/2005 è particolarmente importante perché ha istituito un meccanismo di raccolta di informazioni, di monitoraggio e di formulazione di raccomandazioni su sei gravi violazioni dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che subiscono i bambini, le bambine e gli adolescenti durante i conflitti armati: uccisioni e menomazioni, arruolamento o utilizzo come soldati, attacchi nei confronti di scuole e ospedali, abuso sessuale, rapimento, mancanza di accesso all’assistenza umanitaria.
Per leggere il rapporto delle attività 2007-2008 del Working Group on Children and armed conflict CLICCA QUI
Nell’aprile 2006, Radhika Coomaraswamy ha sostituito Olara Otunnu nella sua qualità di Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati.
Il 17 ottobre 2007 Radhika Coomaraswamy ha presentato il Rapporto "Children and conflict in a Changing world", che aggiorna lo studio di Graça Machel, a 10 anni di distanza dalla sua pubblicazione.