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La campagna


La Coalizione italiana ha lavorato per sostenere l’impegno della Commissione ONU per i Diritti Umani incaricata della stesura di un Protocollo Opzionale alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che portasse l’età minima per il reclutamento e la partecipazione, anche volontaria, ai conflitti armati dai 15 anni previsti a 18 anni nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Accanto a questa azione condotta a livello internazionale, la Coalizione chiedeva al Governo italiano di proibire la partecipazione di minori di 18 alle operazioni militari del nostro paese.

La prima fase della Campagna è iniziata il 15 settembre 1999 ed è terminata il 4 novembre 1999, con la presa di posizione pubblica da parte del Presidente della Repubblica.

L’obiettivo della Campagna era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei bambini soldato attraverso una vasta campagna promozionale. Più concretamente, nella prima fase la Coalizione ha scelto di sostenere le proprie richieste alla istituzioni italiane attraverso le adesioni all’ appello per il Presidente della Repubblica (LINK INTERNO), in forma cartacea o elettronica.

L’appello chiedeva che il Governo e le istituzioni italiane:
si impegnassero perché in Italia venisse abrogata la norma (Legge 191/1975) che permetteva a soli diciassette anni di partecipare alle operazioni militari;
appoggiassero l’adozione tempestiva di un Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che proibisse ai minori di 18 anni di partecipare alle ostilità sia in modo diretto che indiretto, sia negli eserciti regolari che in quelli di opposizione armata, sia attraverso reclutamento che in modo volontario;
appoggiassero la richiesta che l’uso dei bambini-soldato fosse dichiarato esplicitamente come una fra le peggiori forme di sfruttamento infantile dalla nuova Convenzione ILO, prevista per la 87ma sessione della Conferenza, nel giugno 1999 a Ginevra;
si facessero portavoce di questa posizione con altri Paesi in tutte le sedi nazionali e internazionali.

Tutte le organizzazioni della Coalizione hanno supportato la Segreteria tra settembre e novembre, per assicurare la massima visibilità alle attività della Coalizione.

I gruppi locali di ciascuna organizzazione hanno promosso:
contatti con giornalisti di radio, televisione e carta stampata
momenti di sensibilizzazione pubblica
incontri con esponenti istituzionali regionali e locali

Le organizzazioni coinvolte hanno promosso inoltre le iniziative nazionali e locali e hanno veicolato l’appello tramite i propri notiziari, consegnando in questo modo nelle mani dei propri soci e simpatizzanti centinaia di migliaia di appelli singoli e di petizioni.

Sono stati allacciati contatti con RAITRE, che ha mandato in onda un ciclo di trasmissioni in prima serata su varie tematiche inerenti i minori: bambini e guerra, AIDS, lavoro minorile, minori e pena di morte, turismo sessuale, mutilazioni genitali femminili ed altre tematiche. Una sorta di "stati generali del mondo ad altezza di bambino".
Si è trattato di una buona opportunità per lanciare il Coalition Day, visto che la trasmissione di apertura di questo ciclo documentaristico è stata un filmato sull’uso dei bambini soldato, realizzato in Sierra Leone nel febbraio 1999.

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