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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non accoglie la proposta di imporre sanzioni ai gruppi armati che reclutano bambini


MINORI IN GUERRA: CONSIGLIO SICUREZZA, CONDANNA MA NO A SANZIONI
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in occasione della Giornata internazionale sui bambini soldato, ha ieri nuovamente condannato l’impiego di minori nei conflitti armati e incoraggiato una maggiore efficacia nell’uso degli strumenti internazionali per combattere il fenomeno.
L’organismo esecutivo non ha però accolto la proposta del Segretario Generale Ban Ki-Moon, il quale aveva suggerito di imporre sanzioni militari ed economiche alle parti che ancora arruolano minorenni.
Nel suo rapporto al Consiglio, Ban ha detto che ci sono 58 soggetti militari in 13 nazioni, principalmente in Africa e Asia, che ancora reclutano bambini e adolescenti. Benché il fenomeno sia difficile da quantificare con precisione, secondo le stime Onu sarebbero circa 250.000 i minori coinvolti attivamente nei conflitti in violazione delle leggi internazionali.
Nella Repubblica democratica del Congo, dove è in corso un processo di smobilitazione dei gruppi armati dopo cinque anni di conflitto (1998-2003), più di 30.000 ragazzi hanno riconsegnato le armi ma molte migliaia continuano ad essere arruolati, ha fatto sapere in occasione della giornata internazionale Evelyne Mbata, portavoce del Programma nazionale per il disarmo, la smobilitazione e il reintegro sociale. [BF]

Fonte: Giustizia e diritti umani, Brief, www.misna.org

ONU/ CRAXI: ITALIA IN PRIMA LINEA CONTRO PIAGA BAMBINI-SOLDATO
Il sottosegretario interviene al Consiglio di Sicurezza
Roma, 12 feb. "L’Italia è in prima linea al fianco dell’Onu" contro la piaga dei bambini soldato, per cui è "necessaria una strategia globale".
Lo ha sostenuto il sottosegretario agli Esteri, Vittorio Craxi, intervenendo al dibattito odierno sul tema al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nel suo discorso, Craxi ha fatto notare che "esiste un legame molto stretto tra la protezione dei diritti del fanciullo e lo sviluppo". Ed è indispensabile, quindi, "agire per dare una prospettiva di futuro a dei bambini che crescono in società sconvolte dai conflitti. Bisogna impegnarsi in progetti concreti, riguardanti la sanità, l’istruzione, il lavoro, al fine di offrire ai fanciulli delle possibilità concrete di reinserimento nella società civile. La cooperazione allo sviluppo italiana - ha fatto notare il sottosegretario - si ispira a tali priorità".
"L’Italia è in prima linea nella protezione dei diritti umani e nel sostegno alle organizzazioni dell’Onu che contrastano tale fenomeno" ha proseguito Craxi, definendo "storica" la giornata di oggi, in cui parte "una campagna che si pone l’obiettivo che tutto ciò non accada mai più". "L’Italia - ha ricordato - sostiene l’attribuzione alla competenza della Corte Penale Internazionale dei casi di partecipazione dei bambini ai conflitti armati, nel contesto delle attuali competenze della Corte.
E, in tal senso, sostiene l’adozione di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza che sviluppi e migliori la Risoluzione n. 1612 del 2005".

ONU/ SOTTOSEGRETARIO: 58 GRUPPI USANO BAMBINI-SOLDATO IN 13 PAESI
Avviate azioni legali in Congo, diverse condanne in Sierra Leone
New York, 13 feb. I bambini continuano a essere reclutati da 58 gruppi armati in 13 paesi del mondo e le loro condizioni nei paesi coinvolti in situazioni di conflitto rimangono "grave e totalmente inaccettabili". E’ quanto ha detto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu il Sottosegretario generale dell’Onu Radhika Coomaraswamy. Nel 2005, le Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione che ha dato vita a un comitato addetto al monitoraggio dei paesi e dei gruppi che ricorrono ai bambini-soldato. Un comitato che ha consentito di ottenere alcuni risultati, ha sottolineato Coomaraswamy davanti al Consiglio di Sicurezza, come l’azione legale avviata in Congo contro quanti reclutano i bambi e diverse condanne pronunciate in Sierra Leone. La Costa d’Avorio è stata invece cancellata dalla lista dei paesi da tenere sotto controllo dopo le iniziative avviate nel paese a favore dei bambini, tra cui la consegna all’Unicef di 3.000 minori. "Progressi nei piani di intervento per porre fine al reclutamento dei bambini da parte di forze armate e gruppi sono stati fatti anche nella Repubblica centrafricana, in Birmania, in Sudan, in Sri Lanka, in Uganda e in Ciad", mentre la Colombia ha detto che metterà a punto il suo programma, ha aggiunto il Sottosegretario. "Nonostante i progressi - ha proseguito - mi dispiace dover dire che la situazione dei bambini colpiti da conflitto rimane grave e totalmente inaccettabile". I 13 paesi dove i bambini continuano ad essere reclutati sono: Afghanistan, Burundi, Repubblica centrafricana, Congo, Birmania, Nepal, Somalia, Sudan, Ciad, Colombia, Filippine, Sri Lanka e Uganda. In molti di questi paesi si registrano inoltre casi di attacchi a scuole e ospedali, stupri a bambine e sequestri di minori. Coomaraswamy ha sollecitato il Consiglio di sicurezza a rafforzare la sua attenzione sui minori, partendo dai casi di violenza sessuale. Il Sottosegretario ha evidenziato come negli ultimi cinque anni siano stati denunciati 16 "violentatori recidivi", i cui nomi compaiono in una lista del Comitato di controllo, e ha chiesto di "tenere fede alle promesse", adottando misure concrete contro questi criminali. La Francia, che presiede il Comitato di controllo, ha appoggiato le richieste.

Fonte: APCOM

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