
La comunità internazionale dovrebbe impegnarsi e mobilitarsi affinchè gli eserciti e i gruppi armati rilascino i minori di 18 anni e sia data a questi ragazzi e ragazze l’opportunità di partecipare a programmi specifici di reinserimento sociale, i c.d. Programmi DDR.
I programmi “Disarmo, Smilitarizzazione (Demobilisation) e Reintegrazione” (DDR) sono stati inizialmente concepiti per avere come destinatari gli adulti.
Disarmo: accumulo di piccole armi e di armi pesanti all’interno di una zona di conflitto. Questa fase prevede la raccolta delle armi che i combattenti decidono di depositare ed il processo relativo alla loro gestione, compreso l’ immagazzinamento finalizzato ad una successiva distruzione. Poiché molti bambini e bambine soldato non possiedono armi proprie, il disarmo non dovrebbe essere un requisito preliminare per la smobilitazione e la reintegrazione dei bambini soldato.
Smobilitazione/smilitarizzazione: rilascio convenzionale e controllato di soldati, bambini e non, da parte dell’esercito o di un gruppo armato. Durante questa fase, nel caso di bambini soldato si dovrebbe cercare di capire come hanno partecipato al gruppo armato, raccogliere le informazioni che sono fondamentali per stabilire l’identità dei bambini per riuscire a rintracciare la loro famiglia, valutare i loro bisogni e le loro priorità, nonché informarli su cosa è probabile che accada in seguito.
Reintegrazione: processo di lunga durata che mira a dare ai bambini e alle bambine un’alternativa possibile alla loro partecipazione nei conflitti armati e ad aiutarli a riprendere la loro vita all’interno della comunità. Il processo di reintegrazione comprende il ricongiungimento familiare (o individuazione delle cure alternative se la riunificazione non è possibile), l’istruzione e la formazione, l’individuazione di strategie adeguate a sostenerli economicamente e, in alcuni casi, il supporto psico-sociale.
Nel Burundi, circa 2.260 bambini sono stati smobilitati dalle forze e dai gruppi armati. Tuttavia, molti di questi hanno dovuto aspettare più di otto mesi prima di essere riuniti con le loro famiglie.
In Liberia, programmi specifici destinati a bambini sono stati realizzati dalle ONG nei centri di cura temporanei.
In relazione alla durata del periodo che precede il reinserimento nella comunità di origine, è importante, svolgere, nei centri di cura temporanei, attività che tengano in considerazione il fatto che si tratta di bambini e bambine che hanno subito abusi e assunto stupefacenti.
I bambini che hanno fatto parte di un gruppo armato e che si trovano in un Paese in cui possono chiedere il riconoscimento dello status di rifugiato dovrebbero poterlo ottenere, insieme a protezione e assistenza, al fine di promuovere la loro riabilitazione e reintegrazione.
Il riconoscimento dello status di rifugiato dovrebbe essere concesso ai bambini e alle bambine che fuggono da un conflitto armato in quanto essi hanno un fondato timore di essere soggetti al reclutamento militare forzato, allo sfruttamento sessuale o ad altre gravi violazioni dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.