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Advocacy


La Coalizione Italiana fa pressione politica nei confronti del Governo italiano per il formale ritiro della Dichiarazione presentata dall’Italia al momento della ratifica del Protocollo Opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, in cui si indica l’età minima dei 17 anni per il reclutamento volontario, peraltro superata dalla L. 226/2004, nonché perché garantisca l’effettiva applicazione del Protocollo in Italia, innanzitutto includendo corsi sui diritti umani nelle scuole militari.

Sollecita, altresì il Governo italiano perché si impegni in tutti i modi e in particolare nelle apposite sedi internazionali, innanzitutto in qualità di membro del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, nel promuovere:
-la ratifica del Protocollo Opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati da parte degli Stati (come la Russia, ad esempio) che non l’hanno ancora ratificato
-l’immediata smobilitazione dei bambini soldato, nonché il sostegno di programmi di assistenza nella fase di ritorno dei bambini e delle bambine nelle loro comunità.

In particolare, stimola il Governo italiano ad aumentare ed effettivamente implementare programmi di sostegno a favore di bambini che vivono in Paesi in conflitto o reduci da conflitti, o che provengono da questi Paesi e si trovano in Italia con lo status di rifugiati, raccomandando di prestare un’adeguata attenzione nei confronti delle bambine e delle ragazze, spesso vittime di abusi.

La Coalizione italiana sensibilizza l’opinione pubblica sulla condizione dei bambini e delle bambine soldato provvedendo a diffondere, mediante apposita segnalazione sul sito nella sezione “news”, gli aggiornamenti che periodicamente riceve dalla Coalizione Internazionale sulla condizione dei bambini soldato, le ricerche e le pubblicazioni tematiche, nonché la Childsoldiers Newsletter.

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